Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà

La conversione

Croce LA CONVERSIONE A CRISTO COME RINUNCIA A SATANA

 

Tutti gli esorcisti sanno bene che affinché un esorcismo possa liberare dalla presenza diabolica, c’è la necessità che il posseduto collabori: colui che deve essere esorcizzato deve desiderare la propria liberazione dal demonio, e deve collaborare con l'esorcista - nei limiti delle proprie possibilità - perché questo avvenga.

 

Ma questa "collaborazione" in che modo deve attuarsi? È Gesù stesso a dircelo: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è giunto: convertitevi e credete al vangelo" (Mc 1,15).

Caravaggio: La conversione di San Paolo

 

Colui che è vittima del Maligno deve mettere in atto una sincera conversione a Dio, e quindi vivere una vita cristiana "vera" all’insegna della grazia fortificante che scaturisce dall’assidua frequenza ai Sacramenti, specialmente la Confessione e l'Eucaristia (meglio se ricevuta, quest'ultima, durante la Santa Messa). Poi è bene che si dedichi con fervore all'adorazione Eucaristica, alla Preghiera, alla lettura della Parola di Dio e - se possibile - alla pratica del digiuno. Diceva Giovanni Paolo II, durante l'Angelus del 17 febbraio 2002, a questo riguardo:

 

"La Chiesa, esperta maestra di umanità e di santità, ci addita strumenti antichi e sempre nuovi per il quotidiano combattimento contro le suggestioni del Male: sono la preghiera, i Sacramenti, la penitenza, l'ascolto attento della Parola di Dio, la vigilanza e il digiuno".

 

La vittima della possessione demoniaca deve impegnarsi a seguire i consigli del sacerdote esorcista, cercando di aderire quanto più possibile a un perfetto stile di vita cristiana, anche se non sarà facile: in alcuni casi, infatti, si è constatato che l'indemoniato non riusciva neppure ad entrare in chiesa, figuriamoci ricevere la Comunione Eucaristica... Ma non c’è da scoraggiarsi! Il cammino di conversione/liberazione, se veramente voluto, si può realizzare: Dio, che è infinita misericordia, non ci farà mai venir meno la grazia necessaria. Bisogna procedere per piccoli passi, ma bisogna procedere. E l’unica direzione sicura verso la quale rivolgersi, è Cristo. E se la strada ci dovesse sembrare troppo dura, allora facciamoci accompagnare dalla sua Madre e Madre nostra, la Vergine Maria: l'aiuto non ci mancherà!

 

Ribadiamo un concetto importante: in un processo di liberazione da uno spirito maligno, la maggior parte del "lavoro" non spetta all’esorcista. Un esorcismo non si può semplicemente subire! La vittima della possessione diabolica deve collaborare perché si realizzi al più presto la sua liberazione. E anche i suoi cari e familiari - abbracciando una vita di fede e di preghiera -  devono sforzarsi di collaborare: Dio fa sempre il primo passo, ma sta a noi corrispondere al suo amore. Affidiamoci dunque a Cristo, e mettiamoci fiduciosi nelle sue mani, ma facciamolo con fede!

 

Conversione, è la parola d'ordine! Conversione! Conversione! Conversione! E non solo come rimedio ai  casi di possessione, ma come rimedio a una vita che altrimenti perderebbe di senso. E poi "vigilanza", come non manca di ricordarci l'Apostolo Pietro:

 

"Siate sobri, vigilanti. Il vostro nemico, il diavolo, va in giro come un leone ruggente, cercando qualcuno da divorare: resistetegli stando saldi nella fede" (1 Pt 5,8-9).

 

 

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